RICORDI


Dopo un’ annata venatoria durante la quale le possibilità di uscita si sono ridotte alla misera quota di sei giornate, la crisi d’astinenza inizia a sentirsi e la voglia di uscire con i cani è tanta. Mentre aspettiamo che i nostri amati migratori tornino a farci visita, rivivo ricordi che provocano in me emozioni uniche.

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Era l’inizio di novembre, una domenica mattina umida, il bosco era avvolto dalla nebbia, io e mio padre per un pò abbiamo aspettato che la coltre bianca, che saturava l’intera area da noi scelta per la battuta di caccia, si alzasse, o per lo meno permettesse un’adeguata visuale.img_1533.png Iniziamo nel frattempo a far scendere, dal  trasportino, i cani, Diego, Greg e Whisky, i primi due dei portentosi setter inglesi biancoarancio l’ultimo un furbissimo bretoncino. Mentre ci equipaggiamo del necessario, inizia a piovere, seccati mio padre ed io ci ripariamo al disotto del portellone posteriore dell’auto e richiamiamo i cani. I due setter ritornano quasi immediatamente mentre Whisky non ritorna. Preoccupato indosso l’impermebile e m’incammino nella direzione presa dal bretoncino subito dopo essere uscito dall’auto e, dopo evrlo chiamato un paio di volte e, percorrendo non più di una cinquantina di metri, scorgo il moncherino della coda del cane, il quale era immobile. Potendo vedere solo il posteriore dell’ausiliare, il quale era posizionato con le zampe posteriori sul ciglio dello stradone e con il trequarti anteriore comletamente immerso nel mare di felci e sottobosco fradicio che riempivano il canale adiacente alla strada, mi avvicino e, cercando inutilmente di avere la sua attenzione, maldestramente gli do una pacca sul IMG_1532posteriore, cosa che sortisce l’effetto contraio da quello mio sperato, inffatti Whisky si tuffa nelle felci e scompare. Allora capisco che il breton insediava qualche selvatico, fatto che mi viene confermato subito dopo poichè il cane risale sullo stradone e, dopo un guidata di qualche metro in direzione della macchina, cade in ferma! Io sprovvisto di fucile chiamo mio padre urlando di accorrere armato e, non appena giunge sul posto, io corro in direzione opposta a prendere la mia arma. Ma aprendo la zip del fodero sento un colpo. Ritorno da mio padre il quale festeggia con il piccolo whisky la cattura dello scolopacide! Izuppati ma contenti   decidiamo quindi di rientrare poichè la pioggia era aumentata di intesità e, consapevoli che la giornata , iniziata in maniera non felice, si era rilevata capace di regalare emozioni, riponiamo i fucili nel fodero e ricongiungiamo il bretoncino con i setter.  Dopo riesserci asciugati e ricomposti saliamo in macchina e con un ricordo in più, ritorniamo a casa.

 

 

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