COME E’ COMPOSTA UNA CARTUCCIA A PALLINI?


La ricarica delle cartucce un tempo era eseguita amatorialmente da cacciatori che non predisponevano di molto denaro  mentre quelle commerciali erano privilegio di pochi “signori”. Oggi invece la situazione si è ribaltata!

Infatti oggi solo gli appassionati o chi, come me, è stato infettato dal germe della ricarica da un familiare, mio padre in questo caso, ricercano l’assemblagio della munizione perfetta dedicandosi alla ricerca di attrezzatura sempre più tecnologocica. Io sono stato fortunato poichè mio padre mi ha fatto da maestro e tuttora mi rivela i vari trucchetti del mestiere, mentre ci sono giovani che vogliono avvicinarsi a questo mondo e non sanno come approcciarsi. Per questo ho deciso di riportare  in quest’articolo l’armamentario giusto per la composizione di una munizione spezzata.Iniziamo con l’analizzare come una cartuccia è composta. La parte che costituisce apparato contenitore e “l’esoscheletro” della munizione è il bossolo, all’interno del quale troviamo, in ordine, la polvere da sparo, la borra ed il piombo. Il bossolo a sua volta è costituito da una parte metallica che è il fondello, da un innesco e da un “corpo” plastico o di cartone. Tutte queste componenti possone essere assemblate secondo lo scopo per il quale noi utilizziremo la cartuccia, in poche parole, a seconda dell’animale che dovranno abbattere.  Tale assemblaggio è coadiuvato da una serie di attrezzature che adesso analizzeremo.

 

Bilancini e dosatori. Il primo strumento che determirà la prestazione qualitativa della munizione è la bilancia. Infatti una volta che si è individuato il dosaggio corretto di polvere da sparo e piombo sarà indispensabile una standadizzazione di tali dosi per avere così un prodotto affidabile quindi procurarsi un bilacino accurato è prioritario. Ci sono due tipi di bilancini, quello mecchanico e quello elettronico. Quello meccanico è costituito da una base solida, di solito di marmo, al centro della quale è piantata un’ astina verticale sull’apice della quale partiranno due bracci asimmetrici che sosterrano entrambi due piattini, su uno verranno posti i pesi di riferimento sull altro il piombo o la polvere. Invece quello elettronico e composto semplicemente da una superfice dove viene poggiato il piattino contenete il piombo o la polvere e uno schermo dove verra visualizzata la dose. Una volta determinata la dose usufruiremo di un altro strumento, il dosatore per la polvere. Esso non è altro che un cucchiaio regolabile,  il quale settato nel modo da noi voluto, renderà la bilancia solo uno strumento di controllo inquanto avremmo già il quantitivo di polvere giusto da inserire nel bossolo. Analogo è il discorso per il dosatore del piombo, composto da un imbuto di raccolta del piombo inserito in un corpo metallico al disotto del quale vi è un ugello che,previa regolazione, permettera la fuoriuscita della dose da noi captata del piombo.

 

Orlatrici e bobine . L’orlatrice è lo strumento utilizzato per la chiusura del bossolo, aspetto non trascurabile in quanto determinare una giusta lunghezza e pressione del bossolo inciderà sulla resa balistica della cartuccia. Abbiamo vari tipi di orlatrici: quelle manuali,  quelle elettriche e quelle a motore. Ovviamente la scelta d’uso ricaderà sul quantitativo e la tipologia di chiusura delle munizioni. Se il numero è limitato e si effetturà un orlo tondo è sufficiente l’impiego di un’ orlatrice orizzontale a morsetto, se invece si vuole effettuare un orlo stellare avremo bisogno di un orlatrice verticale da tavolo dotata di un alloggio per incisore e bobina di chiusura. Alzando il livello qualitativo del prodotto finale si passerà all’impiego di un trapano a colonna sul cui piano di appoggio verrà montata una controbobina, finalizzata al mantenimento del bossolo fermo e centrato in asse con il mandrino, mentre in quest’ultimo verra inserito un perno filettato su cui avvitare le bobine di chiusura. tale trapano modificato funge anche da pressa poichè inserendo la bobina d’incisione sul bossolo e posizionandolo nel trapano  potremmo poi eseguire una chiusura stellare. Infine, ci  sono le orlatrici motorizzate.Quet’ultime lavorano con un numero di giri motore, e quindi della bobina di chiusura, ideale per la realizzazione di chiusure perfette , inoltre presentano leveraggi robusti adatti a supportare le sollecitazioni che comporta l’incisione e la chiusura di bossoli pieni. Così come le orlatrici, abbiamo anche diversi tipi di bobine, varietà determinata dal materiale componente la bobina, ottone o acciaio cementato, dal calibro e dall’altezza del fondello  della catuccia (T1,T2,T3) e dal materiale del bossolo (cartone o plastica). Questi sono gli strumenti essenziali per la ricarica fai da te, è sottinteso che si utilizzerà una tabella di carica o spero prendiate spunto dalla pagina RICARICA del ilgiovanecacciatore.com   , un bossolo gia comprato calibrato ed innescato, poichè l’innescamento, la calibratura, il rifilamento del bossolo cosi come la scelta delle borre contenitrici, del piombo e delle polveri comportano un grado di esperieza tale da utilizzare ulteriori strumenti finalizzati alla relizzazione delle fasi sopracitate,  tale esperienza non mi appartiene e ,come ho dichiarato all’inizio, rubo da mio padre il “sapere” della ricarica. Ovviamente come avrò acquisito tali dati empirici ne trattero sul blog!

 

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