DIARIO DI CACCIA

BECCACCIA N°2

Di beccacce se ne vedono ancora poche e quelle che iniziano ad entrare sembrano essersi laureate in escapologia.

Domenica 2 novembre 2014, io e mio padre, svegliandoci di buon mattino, ci siamo diretti verso Bella, cittadina montana in provincia di Potenza. Oggetto del viaggio: Scolopax Rusticola. Arriviamo sul posto verso le sei, e ad accoglierci c’è una meravigliosa alba. Scendiamo dalla macchina, ci equipaggiamo e sciogliamo i nostri due cani, due bretoncini, un maschio di 5 anni,esperto cacciatore e una giovane femmina alla sua prima esperienza nel bosco. Ci incamminiamo passando per i pascoli antestanti il bosco e mentre discutiamo sull’ itinerario da intraprendere, il cane maschio, che cercava a non più di un ventina di metri d’innanzi a noi, cade in ferma nel bel mezzo di una marcita a 200-300 metri del limitare della macchia. Io e mio padre restiamo increduli per il poco tempo passato dall’arrivo sul posto  e per la posizione nella quale l’azione si svolge,al che  pensiamo ad una passata notturna della beccaccia e con sufficienza io, che non ho armato nemmeno il fucile, servo il cane e papà si posiziona alla mia destra. L’altro cane, una cucciolona di 15 mesi, che per la prima volta assaggia l’usta della regina, avvertendo l’emanazione nuova non sa come reagire e,dopo un accenno di ferma, sfrulla lo scolopacide. Completamente sorpreso  imbraccio il fucile dimenticandomi che è scarico e inutilmente premo il grilletto, mio padre altrettanto sorpreso riesce a far esplodere i tre colpi ma nessuno va a segno. Meravigliati dallo straordinario evento, seguiamo i cani, che nel frattempo sono corsi in direzione della traiettoria presa dalla beccaccia. Dopo un quarto d’ora il cane più maturo ricade in ferma, stavolta al disotto delle chiome degli alberi della vegetazione mista del bosco, infrattato nel folto sottobosco irto di rovi, ma ancora una volta la giovane breton rovina tutto, infatti non avvertendo l’usta corre avanti al cane in ferma involando il selvatico e non dando il tempo a noi di posizionarci. Spariamo, ma sono fucilate più di frustrazione che altro e la beccaccia supera le sei fucilate indenne. Rassegnandoci al secondo fallimento, ci rimettiamo in marcia scandagliando per bene il bosco. Cacciamo nella macchia per circa 2-3 ore e, non incontrando selvatici, decidiamo di ritornare alla macchina. Esco dal bosco per primo, mio padre e Sheila,l’inesperta breton, sono poco più dietro nella macchia mentre Argo, il cane maschio di 5 anni, cerca alla mia sinistra. Mi volto per vedere papà e la cagna dove siano e li scorgo intenti a passare uno steccato di filo spinato, quindi, mi rigiro verso Argo e inaspettatamente lo sorprendo in ferma, statuario ed espressivo in pieno stile di razza, nello stesso punto dove stamattina la beccaccia si è fatta beffe di noi. Stavolta mi assicuro di aver armato il fucile e mi avvicino al cane esortando mio padre a sbrigarsi, ma inavvertitamente la regina si invola prima che quest’ ultimo possa posizionarsi, imbraccio e sparo. E’ fatta, lo scolopacide cade avvitandosi su se stessa e Argo prende e riporta a mio padre che nel frattempo mi ha raggiunto. Felicissimo papà me la cede ed io emozionatissimo ringrazio il cielo e quasi mi commuovo nell’ammirarne le spoglie. E’ la mia prima beccaccia dell’anno , la seconda che catturiamo in questa annata venatoria e la ripongo con cura nella busta di carta incarnierandola nella cacciatora. Torniamo esausti all’auto facciamo salire i cani e riponiamo armi e munizioni nella proprie custodie. Nel ritornare a casa ripenso alla mattina passata nel bosco, e come ogni volta che la giornata di caccia volge al termine la voglia di ritornare tra i rovi alla ricerca di questo incredibile selvatico è più forte di prima!


 

E’ ANCORA TROPPO PRESTO

Domenica 26 ottobre 2014 si è andati a beccacce. Sono sempre a Cancellara, Potenza, posto che usualmente è tramandato dalla tradizione venatoria della mia famiglia come zona vocata per i tordi, ma, fin dall’inizio della mia frequentazione di tale terreno di caccia, ho sempre avuto la tentazione di farci un giro con i cani provando ad insidiare la regina del bosco. Le condizioni ambientali sono ideali: verdi pascoli pieni di brucanti mucche, fitte boscaglie a vegetazione mista e rigagnoli d’acqua tutti intorno che mantengono il suolo umido favorendo così il proliferare di invertebrati che degradano il sottobosco. Ma come si sa nella caccia “tutto è il contrario di tutto” inquanto di beccacce non se ne vista manco una penna. Assenza dello scolopacide, a mio parere, dovuta al fatto che il terreno battuto è situato in una vallata, e come tutti i beccacciai sanno, se le condizioni atmosferiche non peggiorano a quote elevate, precipitazioni nevose e susseguente ghiacciamento del  suolo, la beccaccia non scende per trovare le condizioni favorevoli al suo sostentamento. Anche se non si e sparato un colpo, la mente trova sempre giovamento nell’ immergersi nello stupefacente mondo creato da Madre Natura e chiamato bosco, posto dove rifugiarsi con i propri cani e provare a vincere un  animale mistico, e anche se si è vinti e non vincitori si è sempre felici di avere l’opportunità di visitare tali posti.


FINALMENTE I TORDI!

CATTURATI I PRIMI TORDI DELLA STAGIONE!

Ieri, 22 di ottobre, in quel di Cancellara, cittadina in provincia di Potenza, Basilicata, ho dato le mie prime scoppiettate ai tordi. Sveglia 3:30, partenza 4:00. Arrivo sulla zona alle 6:00, mi equipaggio,faccio scendere il cane dalla macchina e vado ad appostarmi in un campo arato frapposto tra il bosco e un uliveto abbandonato. La mattinata e fresca con lieve vento che spira da nord-ovest, il mio bretoncino tutto fare mi è seduto accanto ed il fucile è carico.Non passa molto dal momento dell’appostamento  al primo “zip”. sparo ad un ombra,stoccando un fucilata istintiva quasi autodifensiva e sono convinto di aver mancato il bersaglio ma, con piacevole stupore, Argo, nome del mio ausiliare, riporta le spoglie del turdide.Mi accingo a raccogliere dalla bocca del cane il selvatico e subito altri due tordi mi sfrecciano dinnanzi. Preso di sorpresa scarico il fucile, ma stavolta non sono fortunato e i tordi, illesi, si allontanano. Il riscatto però non si fa attendere e dopo un pò un altro tordo si palesa.Io prendo la mira e sparo, Argo repentinamente corre a raccoglierlo. E’ la giornata giusta, il passo degli uccelli è costante e gli spari sono continui con un susseguirsi di padelle e abbattimenti fino a quando un nuvolone nero carico d’acqua irrompe nel cielo costringendo me ed argo a rientrare. Mesti ma soddisfatti ritorniamo alla macchina, faccio salire il cane nel trasportino, pongo gli armamenti nelle corrispettive custodie e salgo in macchina. Durante tutto il tragitto verso casa non faccio che pensare alla prossima giornata di caccia immaginando nuovi scenari e incontri che nella mente di un cacciatore albergano si dall’inizio della propria “vita” venatoria


LA PRIMA BECCACCIA DELLA STAGIONE

Questa mattina prima uscita per insidiare la regina del bosco, solo un incontro, ma l’ azione dei cani e il magico scenario che solo il bosco regala appaga di tutto!

bella a beccacce

19 ottobre 2014, ore 9:41, data e orario della prima beccaccia abbattuta di questa stagione venatoria; tutto ciò accaduto nel bosco sovrastante il paesino di Bella in provincia di Potenza, Basilicata. Arrivati sul posto alle 7:30 e dopo aver preso le cartucce, i fucili e i cani dalla macchina ci incamminiamo verso il bosco.

bella a beccacce 6

Passiamo attraverso una marcita dove delle mucche sono intente nel pascolo e in nemmeno 10 minuti di cammino arriviamo al limitare del bosco. Io e mio padre, da rituale, prima di inoltrarci nella macchia, facciamo il segno della croce come se il bosco fosse una immensa cattedrale e noi discepoli di una fede chiamata caccia.

bella a beccacce 4

Con l’alzarsi del sole la temperatura si alza e fa caldo. Tale condizione climatica persiste nel sud italia da settimane e ciò abbassa un pò le pretese mie e di mio padre nella possibilità d’incontro della regina in quanto l’arsura del clima ha reso il terreno arido e polveroso, non proprio l’ habitat dello scolopacide.

bella a beccacce2

Ma con stupore, dopo 2 ore e 10 minuti di caccia, il cane, che precedeva di pochi metri mio padre, di scatto si ferma. Ecco ci siamo, la prima beccaccia della stagione è nel naso del nostro ausiliare. Io pieno di adrenalina cerco di defilarmi in modo da posizionarmi favorevolmente allo sparo mentre mio padre serve il cane. Appena mi posiziono sento il fragore tipico del frullo della beccaccia e tre spari ma non la vedo.

bella a beccacce3

Mio padre non è convinto di averla abbattuta quindi andiamo verso la direzione presa dal selvatico nell’involarsi per ribatterlo, ma il nostro cane,che aveva inseguito la beccaccia nella sula traiettoria di involo, ci viene incontro con la regina tra le fauci. La reazione di mio padre è la medesima di un bambino il giorno di natale al momento dello scartamento dei regali, ed io sono altrettanto felice per lui e per il cane dimostratosi indispensabile ausiliare!

bella a beccacce5

Dopo l’abbattimento , cacciamo per altre due ore ma senza esito. Nel ritorno verso casa il sorriso è stampato sui nosri volti e il nostro pensiero è già rivolto alla prossima giornata di caccia impazienti di rivivere le emozioni che solo la caccia alla regina del bosco sa dare!

IMG_0705

 

 

 

 

 

 

 

 


 

MATTINATA A TORDI

Ieri,11 ottobre 2014, a Tito, provincia di Potenza in Basilicata, io e mio padre abbiamo tracorso la nostra prima giornata a tordi. Selvatici avvistati 4, abbattuti 0. Il  passo è ancora all’inizio ed è normale che in questo periodo si spari poco o nulla, ma il solo fatto di respirare l’aria del bosco ed ammirare i paesaggi mozzafiato della montagna ripaga della giornata a carniere vuoto! date un occhiata alle immgini per credere!


 

GIORNATA A COLOMBACCI

1 OTTOBRE 2014

Aspettando beccacce e tordi e costretti dal fatto che è diventato sempre più difficile in italia insidiare selvatici come le quaglie in quanto, ovunque si vada, non si vede che terra smossa senza l’ombra di un filo d’erba, ci dedichiamo ad una caccia interessante che può regalare piacevoli sorprese. Questa volta mi trovo in Basilicata, con precisione a Tito in provincia di Potenza.

 

Arrivati sul luogo, scendiamo dalla macchina e incominciamo a scrutare la zona. dopo un quarto d’ora notiamo uno stormo di colombacci girare sulle cime degli alberi di un bosco sottostante la nostra posizione. Studiatone le traiettorie io e mio padre ci appostiamo al limitare di tale bosco e aspettiamo.

Passano i primi colombi io ne padello uno invece mio padre con tre tiri ne abbatte due e non perde l’occasione per prendermi in giro non accorgendosi che alle sue spalle una lepre, smossa dal fracasso dei nostri fucili, prima ci scruta poi scatta velocissima. Io imbraccio e scarico il fucile non dando a papà l’occasione di capire di cosa sia successo. Lui incredulo mi chiede a cosa abbia sparato ed io gli rispondo esultando ” una lepre papà, una lepre!”. Era la mia prima lepre, prima l’avevo vista solo nei documentari ed adesso il mio cane la riporta. La giornata dure un’altro paio d’ore con un carniere complessivo di 7 colombacci e una lepre! Io abbatto solo la mia prima lepre  ma tale avvenimento ripaga vale più di mille padelle !

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Paco ha detto:

    Mi complimento anche per il notevole lato B.
    Cordialmente
    Paco

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